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A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, con un manipolo di piloti (Ormezzano, Balestrieri, Verini e Pregliasco) l'Alfa si affaccia anche al mondo dei Rally. E nel 1980 l'equipaggio Pregliasco-Reisoli con la GTV 2.0 Turbodelta gruppo 4 vince il Rally del Danubio. In seguito la presenza di vetture Alfa nelle corse su strada viene riservata ai privati, iscritti ai vari campionati nazionali d'Europa. La miglior prestazione di una vettura del Biscione è stata la vittoria al 9° Giro d'Italia automobilistico dell'equipaggio Biasion-Siviero-Patrese con la 75 Turbo Evoluzione IMSA.

Contemporaneamente al rinnovato impegno in F1, siamo nel 1979, l'Alfa Romeo inizia a fornire i motori per la Formula 3, considerata una palestra per i giovani piloti. Il primo è il 4 cilindri due litri dell'Alfetta, che nella stagione del debutto, installato sulla March di Piercarlo Ghinzani, s'impone nel campionato italiano. La sua superiorità viene ribadita nel 1980 da Michele Alboreto che apre la serie continentale con cinque vittorie consecutive. Nel 1987 arriva la versione Twin Spark. Nell'albo d'oro del motore Alfa, oltre ai cinque titoli europei, figurano altrettante Coppa Europa e una ventina di campionati conquistati, oltre che in Italia, anche in Francia, Germania, Svizzera e Scandinavia. Per non dire delle centinaia di vittorie, otto delle quali nel prestigioso G.P. di Montecarlo di F3.

L'Alfa 75 che partecipa al "mondiale" Turismo del 1987 è l'evoluzione della berlina 1.8i turbo di serie. La vettura è iscritta in gruppo A ed è preparata dall'Alfa Corse. Affidata a nomi di spicco come Jacques Lafitte e Michael Andretti ottiene il miglior risultato alla 500 chilometri di Silverstone, con l'equipaggio Francia-Schlesser.

Nel 1988, sempre con la 75, il Marchio contribuisce al rilancio del Campionato Italiano per Vetture Turismo, schierando i piloti Riccardo Patrese, Alessandro Nannini, Nicola Larini e conquistando le prime due posizioni della classifica finale con Gianfranco Brancatelli e Giorgio Francia.

Nel 1989 l'Alfa vive l'avventura americana della Formula Indy. Il propulsore è un 8 cilindri a V di 90° con turbocompressore, alimentato a metanolo. Ha una cilindrata di 2648 cm3 e una potenza di circa 700 CV. Sarà montato prima su una March 89 CE, poi su una Lola T9000 e infine su una Lola T9100. Al termine della stagione '91 si conclude un'esperienza che sarà ricordata soprattutto per l'affidabilità del propulsore: 10 risultati utili su 17 gare.

Chiusa la parentesi della Formula Indy, l'Alfa Corse torna a concentrarsi sulla categoria Turismo, quella che ha sempre dato le maggiori soddisfazioni alle vetture del Biscione. Per il Campionato italiano SuperTurismo 1992 è pronta la 155 2.0i turbo 16V GTA. Delle 20 gare in calendario, le quattro GTA (due ufficiali, due schierate dalla scuderia Jolly Club) ne vincono addirittura 17: 9 con Larini (che si aggiudica il campionato), 3 con Francia (2° in classifica), 4 con Nannini (3°) e 1 con Tamburini (4°).

La stagione seguente, con la 155 V6 TI l'Alfa prende parte al DTM (Deutsche Tourenwagen Meisterschaft, campionato turismo tedesco), una specialità che in Germania ha più seguito della F.1. Le 155 adottano il motore 6 cilindri a V di 2498 cm3 con 24 valvole e una potenza di 400-420 CV. La trazione è integrale, la scocca interamente ristrutturata, la carrozzeria è realizzata con elementi in fibra di carbonio e il cambio di tipo sequenziale ha 6 rapporti. Alla sua prima uscita l'Alfa ha la meglio contro l'agguerrita concorrenza delle case tedesche e, al temine di una stagione ricca di duelli con gli avversari, Larini si aggiudica il DTM.

Con la 155 T.S. l'Alfa prende parte a vari campionati nazionali nella neonata D2 una classe un po' meno esasperata del campionato tedesco. Nel 1994 Gabriele Tarquini vince il prestigioso titolo BTCC (British Touring Cars Championship). Adrian Campos si aggiudica il campionato spagnolo e Antonio Tamburini è secondo nel campionato Italiano. Nell'ITC (Campionato Internazionale Turismo), disputatosi sui principali circuiti del mondo, la 155 si piazza a soli nove punti di distanza dalla vincitrice. Firma l'ultimo successo della 155 T.S. Fabrizio Giovanardi, che si aggiudica il campionato SuperTurismo iberico nel '97.

L'anno seguente tocca all'Alfa 156 S.T. che fa il suo esordio nel Campionato Italiano Super Turismo e vince il titolo tricolore con Fabrizio Giovanardi (quest'ultimo concederà il bis nella stagione '99).