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Tecnica e componenti
 

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La Ruota d'Artiglieria
Impiegate sulle carrozze della fine '800 e su molte delle prime automobili fino a tutto il primo decennio del XX Secolo, le ruote di legno tipo artiglieria (in quanto montavano lo stesso mozzo delle ruote dei cannoni, razze di legno sagomate racchiuse a pressione da due flange metalliche, sede idonea del cuscinetto a sfere, avevano regnato indisturbate sopportando soltanto la concorrenza delle ruote tipo motocicletta e di molti quanto effimeri tipi che cercavano di sostituire i pneumatici con vari accorgimenti, come delle molle c.d. ruote elastiche, che alcuni cercarono di rimettere in onore durante la seconda guerra mondiale).
Le prime ruote non erano facilmente smontabili dal mozzo e la sostituzione di una ruota bucata avveniva sollevando la vettura da terra con notevole aggravio di tempo. [vedi foto]
Il cerchio smontabile, elimina questo inconveniente facilitando la riparazione e trasportando a bordo uno o più cerchi di scorta preconfezionati e gonfi.
La ruota di legno, che era fatta per lo più di frassino e le varie fasi di costruzione (da un disegno di Carlo Biscaretti), continuò per molti anni la sua carriera. Ruote molto simili alle ruote d'artiglieria, rimasero in uso fino al 1910 e invece del cerchio metallico piano, presentavano un cerchio metallico a canale per il montaggio della copertura pneumatica.
La resistenza meccanica fu enormemente migliorata rispetto alle ruote in legno, a partire dal 1908 con le ruote in acciaio Sankey (per Austin e Morris) e, nel 1914, con la ruota a disco in acciaio  Michelin. Le ruote a disco in lamiera di acciaio stampata e saldata ad un canale curvo, venivano flangiate al mozzo permettendone la rapida sostituzione in caso di foratura. Questa soluzione seppure con molti miglioramenti, è rimasta in uso sino al XXI Secolo.
Negli stessi anni si diffusero le ruote a raggi con mozzo Rudge-Whitworth (titolare del brevetto di montaggio della ruota sul mozzo mediante un unico attacco centrale a mille righe fissato per mezzo di un unico gallettone) utilizzate per la loro leggerezza soprattutto su automobili sportive, gran turismo o per la connotazione stilistica delle automobili di pregio.

Ruota, campanatura e cerchiatura
Il cerchio, delle ruote a raggi di legno, costuito da segmenti contigui, racchiusi da una banda metallica, era di dimensioni tali da rafforzare le razze del mozzo.
Un accorgimento utile ad aumentare la resistenza delle razze alle forze laterali (conferendo alla ruota un'elasticità radiale sufficiente a consentire la cerchiatura, ovvero il montaggio a caldo di una bandella metallica circolare) consiste nel disporre le razze non perfettamente ortogonali all'asse della ruota, ma inclinate. Tale forma detta campanatura della ruota, richiedeva l'inclinazione del perno di rotazione per verticalizzare la razza verso il suolo con conseguente l'inclinazione della ruota.
Con le ruote metalliche la campanatura - così intesa - non fu più necessaria, ma rimase la denominazione di "angolo di campanatura" a designare il noto angolo di lavoro della ruota.

Cfr. G. GENTA e L. MORELLO, L'Autoveicolo, Torino, Levrotto & Bella, 2007, cap. 1.3 - © ATA - Associazione Tecnica dell'Automobile.
 

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